11 settembre 2024: per non dimenticare

L’11 settembre 2001 è una data che ha segnato profondamente la storia, non solo per gli Stati Uniti, ma per il mondo intero. 

Io non ero nata ma mi è stato raccontato che, quella terribile mattina, fu avvertita dai più come il preludio per l’imminente fine del mondo. 

Io non ero nata ma ne ho sentito parlare continuamente alla televisione, alla radio, persino nei testi delle canzoni e, dunque, so quanto un evento simile abbia impressionato la popolazione globale, quanto abbia spaventato le persone, quanto dolore e sconvolgimento abbia causato. 

Io non ero nata ma sono dell’idea che sia importantissimo ricordare questo tragico giorno. 

L’11 settembre di ben ventitré anni fa, quattro aerei di linea furono dirottati da terroristi appartenenti ad Al-Qaeda, un’organizzazione estremista guidata da Osama bin Laden, con l’intento di colpire luoghi rappresentativi della potenza statunitense. 

I primi due aerei si schiantarono contro le Torri Gemelle del World Trade Center a New York, facendole crollare, il terzo colpì il Pentagono vicino a Washington D.C., e il quarto, destinato probabilmente ad un altro obiettivo a Washington, fu dirottato in un campo in Pennsylvania grazie all’eroico intervento dei passeggeri.

Quel giorno non fu solo una tragedia umana, che colpì nel vivo l’opinione e la sensibilità pubblica, ma fu anche un momento politico, storico e culturale fondamentale, che determinò l’immediata risposta degli Stati Uniti, ossia la “Guerra al terrorismo”, che portò all’invasione dell’Afghanistan e a quella dell’Iraq. 

L’11 settembre, drammatica giornata nella quale hanno perso la vita quasi 3.000 persone, ha cambiato la nostra percezione della realtà, il nostro modo di guardare alle cose. 

Gli attacchi alle Torri rappresentano tuttora un trauma collettivo che ha influenzato la cultura popolare, la letteratura, il cinema e la politica. Il senso di vulnerabilità e la paura che ne seguirono contribuirono a un clima di sospetto e divisione, alimentando fenomeni come l’islamofobia e la xenofobia in diverse parti del mondo.

In questo giorno così triste ricordiamo le quasi 3.000 vittime di questa tragedia, che non sono solo un numero, ma persone, come noi, apparentemente ordinarie ma, nel loro piccolo, nella loro cerchia di amici, parenti e colleghi, straordinarie. 

Sono stati resi pubblici i contenuti delle telefonate fatte dalle vittime dell’attentato e voglio sottolineare con veemenza che non si tratta solo di parole, ma di confessioni profonde, di ultimi messaggi disperati e strazianti, di persone impaurite ed inermi, il cui ultimo pensiero è stato rivolto alla propria madre, ai propri figli, al proprio partner. 

Oggi, 11 settembre 2024 ricordiamo i terribili momenti e le vittime dell’11 settembre 2001, con la consapevolezza del dolore e della sofferenza altrui. 

Maria Sofia Falco