È arrivato il tempo del fare

di Guido Gargiulo.

L’intervista all’amico avvocato Enrico Romano, consigliere di maggioranza della Città di Capri, con delega all’Urbanistica ed alla Programmazione e Pianificazione Territoriale, riportata nell’edizione di domenica 29 settembre di questo stesso quindicinale si presta a  qualche spunto di riflessione su alcuni passaggi che considero interessanti, tralasciando altri che rientrano nella comprensibile dialettica politica di parte. 

… Il voto elettorale a Capri da diverse tornate sta esprimendo una forte voglia di cambiamento che la politica evidentemente non è riuscita ad interpretare…”, ha detto Romano.

A mio avviso, la richiesta di cambiamento da parte della cittadinanza sarà effettivamente tale quando sarà sentita come una improcrastinabile esigenza; oggi, come detto da Romano con termine quanto mai appropriato, è una “voglia” che come tutte le voglie è quasi sempre passeggera e si esaurisce e cambia obiettivo con la medesima rapidità con cui è venuta, non appena sopravviene un altro nuovo bisogno e desiderio, più stimolante o semplicemente più impellente, e così di seguito.

Ne sono una testimonianza le pur legittime scelte delle proprie rappresentanze politiche e le continue divergenze e cambio di opinione su ciascuna delle iniziative che si propongono per cercare di risolvere le tante problematiche di cui l’isola soffre.

La politica da parte sua non è riuscita a percepire e intercettare la necessità di cambiamento, soltanto perché non ha voluto finora operare in tal senso e cambiare il suo modo di proporsi.

Ha troppo spesso preferito subire gli eventi anziché intervenire per indirizzarli e governarli. Più volte ha rinunciato sia a scegliere e decidere che al proprio ruolo di “padrone di casa”. Di frequente ha alimentato la faziosità anziché adoperarsi per l’aggregazione e la condivisione.

Ritengo siano questi alcuni dei principali motivi per i quali ci troviamo di fronte a problemi ..atavici ed irrisolti..”, alcuni dei quali stanno effettivamente per diventare irreversibili o sono così compromessi che tutte le possibili soluzioni rischiano di essere arrangiate o comunque condizionate proprio in virtù dello stato limite al quale sono giunte.

Uno dei modi per interpretare e affermare il cambiamento, sarebbe quello di modificare gli atteggiamenti e realizzare le promesse enunciate e gli impegni garantiti quando si era fuori dal “palazzo” e prima di occuparlo; in buona sostanza essere fattivi quando la retorica lascia il posto alla necessità e alla concretezza delle scelte, delle decisioni e degli interventi.

Ritengo molto apprezzabili e assolutamente condivisibili due enunciati dell’intervista nelle quali il consigliere Romano manifesta gli obiettivi della sua azione di amministratore nell’incarico assunto, estremamente importante e delicato: “… dare impulso ad una azione politica basata su programmazione e pianificazione amministrativa, oltre che alla realizzazione di infrastrutture strategiche per il futuro della nostra isola…”.

E ancora: “… è giunto il momento di effettuare scelte politiche ed amministrative precise ma soprattutto coraggiose per cambiare le cose, programmando una serie di interventi importanti per il futuro di Capri. Concretezza, coraggio e lungimiranza, anche con un pizzico di ‘visionarietà’ …”.

Ci sono oggi le condizioni per dar significatività, contenuti e seguito operativo a proponimenti, condotte e percorsi del genere: le problematiche sulle quali misurarsi; la profonda conoscenza delle stesse per il tanto tempo durante il quale si sono trascinate, radicandosi e degenerando;  la conclusione della fase istruttoria che per ognuna può considerarsi esaurita senza necessità di ulteriori analisi, indagini, studi, riscontri, confronti e cose del genere che allungherebbero soltanto i tempi; il ventaglio delle possibili soluzioni in alcuni casi già corredate da ipotesi progettuali e quant’altro.

Si tratta quindi di operare le scelte più opportune, decidere e procedere per la fase operativa.

Sono trascorsi già cinque mesi dall’insediamento: della riqualificazione del porto commerciale, di Via Krupp, del trasporto alternativo a quello su gomma, del nodo viario dei Due Golfi e piazzale Europa, dell’ex mercatino comunale, dell’ex Istituto scolastico di Marina Grande, del parchetto giochi che sono le problematiche che attendono più sollecite soluzioni, finora abbiamo appena sentito soltanto qualche accenno.

Sono tutte questioni che ben si prestano ad essere trattate con quel tanto (tantino?) di “visionarieta”  che ritengo più che mai necessaria ed auspicabile.

(nella foto in alto, un dettaglio della progettazione di riqualificazione di Piazzale Europa, aprile 2018, ndr)