Il 78,5% non ha un contratto di lavoro

di Ugo Canfora. –

L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus porterà con sé l’inevitabile crisi economica. Nonostante i provvedimenti annunciati dal Governo e dalle amministrazioni locali, a Capri la preoccupazione è molta, specialmente fra i lavoratori stagionali che hanno davanti ai loro occhi solo incertezza per l’immediato futuro.
Attraverso i social de L’Isolano abbiamo voluto lanciare un sondaggio (in fondo all’articolo, i dettagli) per cercare di fotografare almeno in parte la situazione dei lavoratori nei due comuni dell’isola.

Possiamo farci alcune idee insieme sullo scenario, ma ovviamente non possiamo dare nessun fondamento scientifico-statistico ai dati raccolti grazie ai tantissimi lettori che ringraziamo per aver dedicato un po’ del loro tempo a compilare il questionario. Il campione a nostra disposizione è abbastanza ben distribuito fra uomini e donne e residenti di Capri ed Anacapri, di nuclei familiari prevalentemente composti da più di due persone.
Il dato preoccupante – e purtroppo c’era da aspettarselo – è che solo il 9,9% ha un contratto di lavoro, il 6,7 a tempo determinato, il 14% è in cassa integrazione e ben il 78.5% al momento non ha un contratto di lavoro. Di questi solo il 13% al momento percepisce assegno di disoccupazione, mentre il 37,1% non lo percepisce ed il 49% ha terminato il periodo di godimento della Naspi. Il comparto di lavoro che vede percentuali maggiori è quello di hotel e strutture ricettive, seguito da esercizi commerciali e ristorazione. Il 57% dei partecipanti al sondaggio fortunatamente è proprietario di case e “solo” il 34% è titolare di mutuo o prestito.
Al di là delle fredde cifre, la situazione di Capri ovviamente desta non poche preoccupazioni: i lavoratori sono per la maggior parte stagionali e dal nostro campione almeno la metà al momento non gode della Naspi, ed alcune categorie di lavoratori, come quelli che lavorano negli esercizi commerciali, non potranno nemmeno ottenere il bonus di 600 euro del Governo.

La priorità assoluta al momento è fornire un supporto alle famiglie che già al momento sono in difficoltà anche per le spese quotidiane, e su questo fronte le iniziative partite a loro favore sono già molte, con l’auspicio che aumentino ancora. E poi, entrando ancora di più nel campo delle incognite, una volta che la situazione sanitaria, che è sempre la più importante, tornerà auspicabilmente sotto controllo, sarà cruciale la ripartenza, il turismo sarà sicuramente colpito da un’onda lunga, ma sicuramente gli imprenditori, grandi e piccoli, avranno idee per “reinventare” l’isola.

Soprattutto da parte loro servirà coraggio, e non poco. Ci auguriamo che le imponenti cifre messe in campo dal Governo possano almeno in parte contribuire ad andare in questa direzione e che tutti possano al più presto tornare a lavorare.